La Corte Suprema del Popolo ha pubblicato il 9 febbraio delle linee guida indirizzate alle corti popolari cinesi in tema di processi penali e pena capitale. L'intento dichiarato e' quello di ridurre l'applicazione della pena capitale, attuando una politica di "giustizia mitigata dalla misericordia", principio gia' richiamato dal XVI Comitato centrale del Partito Comunista Cinese in un documento approvato nel 2006. Le linee guida sottolineano come la pena di morte dovrebbe essere comminata solo a quanti abbiano commesso crimini ''estremamente gravi'', per cui siano state assunte ampie e valide prove. Secondo le linee guida, la pena di morte è da evitare nei confronti di imputati minori oppure anziani. Si richiede invece particolare severita' nei confronti dei recidivi, degli affiliati alle organizzazioni mafiose e dei funzionari che sfruttano la propria posizione per trarne vantaggio. Per i reati di omicidio e rapina, si afferma che la commutazione della pena capitale in pene minori deve essere fortemente limitata. La Repubblica Popolare Cinese risulta secondo alcune stime (le autorità cinesi non forniscono dati ufficiali in proposito) il primo paese al mondo come numero di esecuzioni davanti ad Iran e Arabia Saudita (nel 2008 tra le 1700 e le 5000). Nel 2006 la riforma della Legge sui tribunali del popolo, approvata dal Comitato Permanente dell'ANP aveva sancito che soltanto la Corte Suprema del Popolo può approvare in ultima istanza le sentenze capitali. In precedenza (dal 1983) l'ultima revisione di condanna spettava ai tribunali provinciali.
Cfr. Xinhua
Reuters
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